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La Società Mathesis è stata fondata a
Torino nel 1895. Associazione culturale ONLUS con sede
nazionale e territoriali in oltre 60 città italiane.Possono far parte
tutti i docenti della Comunità Scolastica ed Universitaria che
vorranno liberamente aderirvi per salvaguardare e valorizzare
quel grande patrimonio di valori trasmessi dai Fondatori e dalle
migliaia di Educatori Soci in un secolo.
Il
seguente testo propone una breve storia della Mathesis, delle
motivazioni e delle esigenze culturali che portarono alla sua
creazione, e nasce da una conferenza del Prof. Carmelo Campagna,
tesoriere nazionale della Mathesis, e da una rielaborazione
della stessa effettuata dal Prof. Franco Eugeni
La trattazione apparirà succinta ed essenziale , essendo aperta
a continue modifiche ed aggiunte , provengano esse da membri
interni all’ associazione o da chiunque desideri inviare notizie
significative o contributi per la stesura della stessa (si prega
di inviare qualsiasi comunicato direttamente al prof. Franco Eugeni
I nominativi dei collaboratori che hanno dato contributi effettivi
saranno indicati alla fine del lavoro.Riassumere in breve quello che è stato, ed è, la MATHESIS, nei suoi
108 anni di presenza nella scuola e tra gli insegnanti di matematica,
è impossibile. Qui ci si limiterà, pertanto, a delinearne un
profilo sintetico, evidenziando i momenti più significativi
della sua storia.
Sul finire del XIX secolo, l'Italia
appena unificata si presentava come un insieme non omogeneo
di culture e tradizioni, caratterizzato da una forte e comune
impronta di matrice contadina e pastorale e da evidenti disparità
sociali e regionali.
La
maggior parte della popolazione non aveva nessun tipo di alfabetizzazione,
pochi parlavano la lingua italiana
All’ inizio del 1860, il Ministro
della Pubblica Istruzione, il fisico Carlo Matteucci preso atto
della disastrosa situazione delle scuole in Italia, non esitò
a denunciare al Senato l’esiguo numero e l'insoddisfacente qualificazione
professionale della classe docente dei Licei e Ginnasi statali
appena costituiti, dichiarando: "Li abbiamo dovuti prendere
dove erano e come erano, il più spesso tra quelli che scrivevano
articoli di giornali e che avevano dato prove debolissime di
vero sapere".
In
questo periodo solo il 25 % degli istituti era statale, fatto
che non favoriva certo il progetto governativo di alfabetizazione
del Paese. Il corpo docente di tali scuole era costituito da
professori laureati ed abilitati all’insegnamento da una selezione
effettuata tramite un esame di idoneità al momento dell’unificazione
dell’Italia. Il Governo dispose anche la compilazione di manuali
didattici che fornissero ausilio all’insegnamento dei docenti
e contribuissero contemporaneamente a rendere più rigoroso il
loro metodo di trasmissione del sapere, ma, ancora nel 1875
, un concorso per premiare un nuovo libro di testo innovativo
che trattasse di algebra, aritmetica e trigonometria piana e
per un nuovo trattato di Geometria elementare si concludeva
senza alcun vincitore, poiché la commissione esaminatrice (composta
da Battaglini, Betti, Cremona e Dini) trovò che nessuno degli
undici testi presentati fosse meritevole del premio.
Analizzando
alcune relazioni ufficiali, che la Giunta Centrale doveva inviare
con scadenza annuale al M.P.I. sui risultati degli esami di
licenza liceale, si constata che il livello di preparazione
degli alunni presentava notevoli lacune, dovute soprattutto
all’insufficiente acculturazione ricevuta prima ancora di accedere
agli studi superiori, mentre i professori dimostravano scarsa
motivazione ed ancor minore professionalità nello svolgere il
proprio ruolo educativo, situazione generalmente comune a tutto
il territorio italiano ma con ulteriori, notevoli disparità
tra regione e regione . Una relazione sull’anno scolastico 1882/1883,
ad esempio, mostra che l’insegnamento della matematica era considerato
insufficiente per la grande maggioranza dei Licei, mentre la
relazione dell’86/87 indica qualche debole miglioramento.
Le
Istituzioni, per cercare di ovviare a questa situazione poco
incoraggiante, decisero di "smussare" i programmi scolastici
ministeriali per renderli più accessibili alla massa, rendendo
anche meno elitari i vari "sbarramenti" del curriculum scolastico:
una nuova regolamentazione del 1884 tolse alla licenza liceale
l’obbligatorietà della prova scritta di matematica mentre nel
1888 si permise agli studenti di scegliere tra una prova scritta
di greco e una di matematica o di un’altra materia scientifica
(dopo aver anche ridotto, nelle varie classi, l’orario di insegnamento).
Fino a questo momento la matematica costituiva, con l’italiano
ed il latino, materia principale negli esami di licenza liceale
(era necessario avere ottenuto dieci punti per conseguire la
licenza d’onore): dopo il 1894 venne sostituita , per opera
del Baccelli, dalla storia e quindi declassata a materia secondaria.
In
questo contesto difficile, caratterizzato da grandi mutamenti
storico culturali nella società italiana e dalla difficoltà
di creare una solida scuola pubblica (che per essere tale sacrificò
l’approfondimento, ed il relativo riconoscimento formativo,
delle materie considerate di più difficile approccio per lo
studente medio, come appunto la matematica ), nel 1895, dietro
iniziativa di alcuni lungimiranti professori della scuola secondaria,
nacque la Mathesis, alla cui presidenza venne eletto Rodolfo
Bettazzi. Il primo appello per la formazione di tale associazione
venne lanciato dal direttore della rivista "Periodico di Matematiche",
Aurelio Lugli, professore nel Regio Istituto Tecnico "Leonardo
da Vinci" di Roma, ed il 16 settembre 1895 si costituì un comitato
promotore e si diede stesura allo Statuto della Società. Nel
comitato oltre a Lugli, figurano tra gli altri Rodolfo Bettazzi
(allievo dell’insigne matematico Ulisse Dini e Antonio De Zolt.
In
pochi giorni il numero di 70 aderenti, stabilito per la nascita
dell’Associazione, venne ampiamente superato: solo nel primo
anno di attività si iscrissero 113 soci, di cui ben 110 professori
di scuola secondaria.
La
Mathesis nacque quindi nell’ambiente della scuola secondaria,
anche se già dal primo anno della sua formazione si cercò una
collaborazione con l’ambiente matematico universitario, poiché
uno degli obiettivi costanti della Mathesis, fin dalla sua nascita
, è la preparazione didattica dei futuri insegnanti, curando
la loro formazione fin dagli anni universitari, grazie alla
continua ricerca di un collegamento fra scuola secondaria ed
Università (ricerca in atto ancora oggi) e richiamando l’attenzione
dei matematici universitari sull’importanza della didattica.
Rodolfo
Bettazzi (
I° presidente Mathesis, 1896) principale animatore del comitato
promotore e fondatore assieme a Lugli, era professore nel Regio
Liceo "Cavour" di Torino e guidò con grande passione la neonata
Mathesis, la stessa grande passione che ebbe per la matematica.In
una riunione affermò: "Certo, per rendere vivo e gradevole l’insegnamento
della matematica, bisogna innanzitutto amarla questa scienza;
e non per il pane (ben scarso!) che ci ha dato, bensì per il
fascino che ha esercitato su di noi, e per il suo grande, ma
troppo sconosciuto valore morale ed educativo, che nella mia
vita ho sentito il bisogno di celebrare ogni volta che ho potuto".
Vicepresidente era il matematico di chiara fama, Giovanni Frattini,
che auspicò di "volgere i progressi della scienza a beneficio
della scuola".
La
consacrazione definitiva dell’Associazione avvenne durante il
primo Congresso, svoltosi a Torino nel 1898 e presieduto da
Enrico D'Ovidio (preside della Facoltà di Matematica di Torino),
con Giuseppe Peano e Corrado Segre come vicepresidenti.
Con
questo Congresso il mondo universitario entrò nell’Associazione:
oltre a Giuseppe Peano, Enrico D’Ovidio e Corrado Segre furono
presenti anche altri nomi illustri quali Giuseppe Veronese,
Giovanni Vailati, Luigi Berzolari e Vito Volterra .Si
discussero temi direttamente legati ai problemi dell’insegnamento,
come quello dell’uniformità nel linguaggio e nelle notazioni
della matematica elementare e quello degli errori presenti nei
libri di testo.
La
prima questione dibattuta riguardava un tema particolarmente
sentito in quel periodo: il fusionismo, ovvero la convenienza
o meno a fondere l’insegnamento della geometria piana con quello
della geometria dello spazio.
L’ultima
questione dibattuta riguardava un tema sempre attuale: "Modificazioni
da introdursi nell’ordinamento degli studi matematici universitari,
al fine di ottenere buoni insegnanti secondari".
I
risultati ottenuti nel Congresso furono notevoli e la loro eco
si dimostrò così incisiva che, subito dopo, l’allora Ministro
della P.I. Baccelli diede incarico a D’Ovidio e Bettazzi di
riordinare i programmi dei Ginnasi e dei Licei.
L’intervento
e l’appoggio degli universitari non fu casuale ma si inquadra
in un periodo in cui i matematici, ai vari livelli, cominciarono
ad esercitare una pratica forte e complessiva della loro disciplina,
proponendosi come modello generalizzabile ad una posizione sociale.
Due
tappe particolarmente importanti nel cammino iniziale della
Mathesis sono costituite dai Congressi di Padova e Napoli. Durante
il Congresso di Padova del 1909, presieduto dall’allora Presidente
della Mathesis Francesco Severi , venne proposta la pubblicazione
della celebre "Enciclopedia delle matematiche elementari", nota
come "Enciclopedia Berzolari" (a Severi oggi è intitolato l’Istituto
superiore di alta matematica ).
Un
anno dopo, nel 1910, divenne Presidente dell’Associazione Guido
Castelnuovo che ricevette dal Ministro Credaro l’incarico di
stilare i nuovi programmi di matematica per i Licei, e, in questa
occasione, si introdusse per la prima volta l’analisi.
Al
Congresso di Napoli, nel 1921, la partecipazione alla Mathesis
fu estesa anche ai fisici. Il periodo che va dal 1919 al 1933,
caratterizzato dalla prestigiosa presidenza di Federigo Enriquez,
fu quello di massimo splendore dell’Associazione.
Terminata
la prima guerra mondiale, infatti, Enriquez spese le sue energie
nel rivitalizzare la Mathesis ed il Periodico, tornato ad essere
l’organo ufficiale dell’Associazione. Nel 1922 i soci erano
quasi 900 e nel 1923 superarono le 1100 unità.
La
nascita e la vita della Mathesis sono strettamente collegate
alla rivista "Il Periodico", nato nel 1866 ad opera di Davide
Besso. Nel suo primo periodo di vita (1886/1918) la rivista
si chiamava "Periodico di Matematiche per l’insegnamento secondario"
e, sin dal 1899, è stata l’organo ufficiale della Mathesis.
Enriquez
la ribattezzò "Periodico di Matematiche: storia - didattica
- filosofia" (lo stesso Enriquez nel 1906 fondò la Società Filosofica
Italiana , di cui fu Presidente fino al 1913, mentre nel 1907
fu tra i creatori della rivista "Scientia "che condiresse fino
al 1915). In ogni fascicolo della rivista vi era una rubrica,
gli "Atti della Società Italiana Mathesis", in cui venivano
riportati i resoconti dei Congressi e delle riunioni del Consiglio
Direttivo, nonché le notizie sulla vita delle varie Sezioni
e gli elenchi dei soci. Il 3 novembre
1939, con
Decreto Regio n. 1810 (pagina 5733) del Re Vittorio
Emanuele III, fu abrogato il vecchio statuto della Mathesis
ed approvato il nuovo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290
del 15 Dicembre 1939.
Il
suddetto decreto confermava la personalità giuridica della Mathesis,
e da allora lo statuto ha subito diverse modifiche: l'ultimo
aggiornamento risale al 2 dicembre 1985, approvato da una delegazione
di tutte le sezioni nazionali. Venne reso completamente valido
il 27 Febbraio 1997, con la registrazione presso l'Ufficio del
Registro e la sua trascrizione presso il Tribunale.
Dopo
la pubblicazione del Bollettino del 1941 la Direzione
della Mathesis passò da Firenze (presidenza Sansone)
a Roma (presidenza Amaldi). Nel 1942 fu preparato un bollettino
di cui non si potè fare la pubblicazione. Questo bollettino
doveva contenere il resoconto finanziario del 1941, la relazione
sulla riunione della Mathesis durante il Congresso della
Società Italiana per il progresso delle scienze nel settembre
1942, una conferenza di Frajese: i dialoghi di Platone
e la storia della matematica, una conferenza di Bernardini:
alcune considerazioni circa l'insegnamento della fisica nelle
scuole medie dell'ordine Superiore; un articolo di
Maccaferri: su un Teorema di Geometria ; ed il neccrologico
di Enea Bortolotti. Negli Atti , primo periodico post-bellico,
del 1948 , infatti, furono pubblicati i resoconti finanziari
dal 1941 al 1947.
Il
25 Settembre 1948 a Pisa si riunirono 120 Soci della Mathesis.
Il Presidente nazionale prof. Chisini, proveniente dalla
sezione milanese, aveva annunciato che l'attività della
Mathesis , dopo il periodo bellico ,era stata ripresa
in molte sezioni e bisognava proporre impegno a colleghi
per ricostruire altre sezioni. In tale Assemblea aveva invitato
il prof Segrè della sezione di Bologna a riferire
sulle discussioni fatte e le opinioni espresse circa l'ordinamento
universitario per la laurea in matematica e in fisica ed i programmi
nelle varie scuole, perchè uno degli argomenti che erano
più a cuore della Mathesis era quello dell'insegnamento della
matematica e della fisica nelle scuole medie e poichè la sezione
di Bologna si era maggiormente occupata di studiare più a fondo
tali questioni nelle riunioni del 1946. Il Prof Sansone
propose che le conclusioni della sezione di Bologna dovevano
essere prese in esame nelle altre sezioni , per pronunciarsi
in merito. Ancora in tale Assemblea il prof Quaglia commentò
che era giunto il momento per una scuola media unificata
per ragioni pratiche e sociali. Il prof Lenzi presentò
all'Assemblea un ordine che fu approvato sulla rivalutazione
dell'ordinamento scientifico
In
una riunione del 22 Aprile 1950 il Presidente di Firenze Prof.
Polidori comunica che nel 1949 era stato raggiunto
il numero 750 di Soci dalla Società Mathesis e 42 dalla
sezione
fiorentina. In tale riunione il Prof. Campedelli socio
della Mathesis e componente della Consulta del Centro Didattico
aveva ringraziato il Consiglio Direttivo della Sezione di Firenze
per la scelta di trasferire la sede della sezione presso il
Centro Diattico. Nella stessa assemblea si esposero riserve
sull'ampiezza dei programmi di matematica e furono esposti
i contenuti di un programma minimo ma fatto bene. Inoltre
si auspicò la scissione dell'insegnamento della matematica dalla
fisica
E’
d’obbligo citare in questo contesto i professori che, dopo Davide
Besso, hanno assunto la direzione del Periodico dalla sua nascita
ad oggi: Aurelio Lugli, Giulio Lazzeri, Federigo Enriquez, Oscar
Chisini, Bruno De Finetti, Angelo Fadini, Bruno Rizzi,
Silvio Maracchia.
Così
come cambia la sede del Presidente, si sposta conseguentemente
la direzione della Mathesis. Prestigiosa la presidenza del bergamasco
Oscar Chisini a Milano, di Luigi Brusotti a Pavia, di Eugenio
Togliatti a Genova e di Tullio Viola a Torino.
Recente,
e ancora viva nella memoria, la presidenza di Bruno De Finetti
, noto in ambito scientifico per i contributi dati al calcolo
della probabilità. Durante la sua direzione, la Mathesis assunse
una posizione radicalmente antitetica rispetto alle istituzioni
vigenti: De Finetti criticò ferocemente il meccanicismo di buona
parte dell’insegnamento corrente, sottolineando la necessità
di rendere intuitiva, interessante, concreta e vivace una materia
destinata altrimenti ad apparire ossessiva e noiosa.
Oggi
la Mathesis è presieduta da Prof. Franco Eugeni dell’Università
di Teramo, ordinario di Istituzioni di Matematiche (raggruppamento
di Matematiche Complementari), ed è articolata in 80 sezioni
con quasi 4000 soci.
Per
molti anni la Mathesis e il "Periodico di Matematiche" si sono
configurati come poli di attrazione attorno ai quali si è svolta
l’attività intellettuale degli insegnanti di matematica fornendo
loro la possibilità di intervenire negli ambienti ministeriali
per contribuire alla formulazione dei programmi e dei nuovi
ordinamenti scolastici.
In
particolare, la Mathesis ha combattuto con decisione e con costanza
per far sì che l’insegnamento scientifico avesse, per il suo
alto valore formativo ed educativo, il ruolo che giustamente
gli spetta.
Per
il costante impegno profuso nell’attività di rinnovamento dell’insegnamento
della matematica, la Mathesis ha avuto numerosi ed autorevoli
riconoscimenti, tra i quali quello del grande matematico tedesco
Felix Klein che ha avuto un ruolo di primissimo piano nel campo
della didattica della matematica (programmi di Erlangen).
Klein,
nella sua opera "Elementarmathematik vom hoheren standpunkte"
(Matematiche elementari da un punto di vista superiore), del
1908, esaminando lo stato dell’insegnamento della matematica
in Italia e citando le proposte di riforma elaborate dalla Mathesis
nei suoi primi anni di attività, scrisse: "Questa Società è
una testimonianza che nella cerchia degli insegnanti italiani
viene rivolto un grande interesse alle idee moderne".
A
questo proposito è importante sottolineare come oggi una formazione
matematica e, più in generale, scientifica, è richiesta sia
dal mondo industriale sia da quello imprenditoriale oltre che,
ovviamente, da quello culturale. Senza l’opera dei vari docenti
della scuola secondaria, con le loro continue proposte e stimoli,
il sistema scolastico italiano certamente non consentirebbe
la valorizzazione dei tanti talenti che in seguito si concretizzano
nelle varie realtà universitarie e nei centri di ricerca, garantendo
una continuità che consenta di servire la scienza per il progresso
umano.
La sezione Mathesis
di Bergamo
nacque ad un cinquantennio da quelle storiche origini
romane, nella primavera del 1956, presso la Borsa Merci, sotto
la Presidenza del Professor Ernesto Carletti, assistente a Pavia
dell'allora presidente nazionale Brusotti, animatore singolare
per le sue capacità culturali, scientifiche e politiche.
Ernesto Carletti fu persona di massimo valore e impegno culturale,
se la sezione di Bergamo è stata citata spesso ad esempio anche
alle sezioni universitarie per la vivace e multiforme attività
svolta, va principalmente ascritto al suo presidente che per
più di un decennio si è prodigato con impegno ammirevole nella
organizzazione di conferenze, visite, corsi di aggiornamento,
scambiando un fitto carteggio con la presidenza nazionale, con
vari centri universitari e in particolare con i più illustri
docenti di matematica e di fisica dell'Università e del Politecnico
di Milano.
Alla Presidenza Carletti hanno seguito le presidenze Giovanni
Gilardi, Biagio Lussi, Salerno, Livia Tonolini e Carmelo Campagna.
Nel
1989 il Prof, Bruno Rizzi , presidente nazionale , chiede alla
Prof. Galasso Francesca di fondare una nuova sezione in provincia
di Bari nella cittadina federiciana di Gioia
del Colle. Nel decimo anno la sezione celebra l'anniversario
con un revival dei convivi federiciani a cui erano invitati
illustri uomini di scienze, fra cui Fibonacci.
La sezione di Verbania
è stata fondata
il 18 Novembre 1993
dal professor Paolo Siviglia
La
Sezione di Frosinone è stata fondata nel 1995
dal Prof. Guido Dell'Uomo
Nel
Novembre 1999 per iniziativa del Presidente Prof. Silvio
Maracchia e voluta fortemente dai Proff. Valente Maria
Rosa ed Ercole Castagnola è stata fondata la sezione di Gaeta
Il
giorno 9 Ottobre 2000 è stata costituita alla presenza del Prof.
Franco Eugeni, Presidente Nazionale la Sezione
di Jesi
(Marche).
Il
21 Marzo 2001 è stata fondata dal Prof. Giordano
Bruno la sezione Mathesis
Sabina di Rieti. con l'intenzionalità di essere un punto
di riferimento per tutti coloro che insegnano e praticano la
matematica e d a causa dell'esigenza di una reale formazione
in questo campo , tanto necessaria in quanto tale disciplina
è sempre più presente in tutte le attività umane.
ll
20 luglio 2002 è stata costituita la sezione di Anzio-Nettuno
presso l'I.T.C."E.Loi" di Nettuno dal Prof Trotta Alberto.
Hanno
dato contributi alla stesura di questo testo:
Prof. Franco Eugeni, Teramo - Prof. Carmelo Campagna, Bergamo
- Prof. Francesca Galasso , Gioia del Colle
"Mathèsis" deriva direttamente dal vocabolo greco "Màthesis" che vuol
dire non solo "insegnamento" ma anche "apprendimento" e così
l'aggettivo "matematicòs", da cui ovviamente "matematico", può
essere tradotto con "desideroso di imparare". Matematico era
poi, come noto, il livello più alto della scuola pitagorica
cui si attribuisce la stessa creazione del vocabolo.
L'associazione Mathesis è nata nel 1895 dal desiderio di migliorare
la preparazione matematica dei professori di scuole secondarie
e di migliorarne la didattica. Oggi, dopo più di un secolo,
la stessa necessità contribuisce a mantenerla viva e vegeta
con le sue oltre sessanta sezioni sparse in tutta Italia, i
suoi Convegni e Congressi, i numerosissimi corsi di aggiornamento
che organizza e con oltre 3 mila iscritti (quando essa si costituì,
era stato fissato a 70 il numero minimo di iscritti per la sua
formazione, numero che fu superato sin dal primo atto di nascita
che raccolse, infatti, 113 soci fondatori) .
Il fatto che ancora oggi la Mathesis abbia gli stessi compiti
che ebbe al suo nascere, non deve far pensare che essa non li
abbia assolti e che il tempo sia passato invano. In verità,
la matematica e il suo insegnamento hanno subito notevoli variazioni.
Argomenti che erano al centro dell'attenzione scientifica sono
stati superati o sono passati in secondo ordine; criteri didattici
che sembravano acquisiti e consolidati sono stati messi in discussione.
Insomma è avvenuta una naturale mutazione di obiettivi e dei
mezzi per conseguirli cui ha contribuito talvolta anche la stessa
Mathesis.
Né il processo può dirsi concluso, né mai potrà esserlo poiché
la scuola e la matematica in particolare, subiranno sempre trasformazioni
legate sia ad una società che muta e sia ad una disciplina che
si evolve. Questo giustifica la presenza e l'importanza di una
Associazione che ha sempre mediato tra questi due fattori di
mutamento allo scopo di un insegnamento matematico importante
per la formazione dello studente e per il suo inserimento nella
società e ne giustifica altresì la crescita.
Questa crescita non vuol dire che la vita della Mathesis sia
stata sempre in espansione: come tutti gli organismi vitali,
essa alternò malattie e deperimenti a momenti di ottima salute,
momenti, questi, che coincisero quasi sempre con la nomina di
Presidenti prestigiosi e/o con importanti battaglie a sostegno
della matematica e del suo insegnamento. All'inizio gli intenti
della Mathesis, volti al miglioramento dei programmi, degli
orari scolastici, del ripristino della prova scritta e dell'aggiornamento
dei docenti, andavano a cozzare con una direzione verticistica,
ministeriale, non abituata ad avere interlocutori al di fuori
del proprio ambito. In seguito, però, il ministero prestò reale
attenzione all'Associazione e alle sue proposte tanto che, ad
esempio, il ministro Luigi Credaro affidò nel 1910 al suo presidente,
Guido Castelnuovo, la stesura di nuovi programmi, a conferma
della considerazione che egli aveva per il grande matematico
italiano ma anche per la Mathesis che questi presiedeva.
La Mathesis si scontrò di nuovo con il Ministro della Pubblica
Istruzione in occasione della " Riforma Gentile " (1923) da
cui la matematica usciva ridimensionata sia per quanto riguarda
una certa diminuzione di ore di insegnamento e sia, specialmente, per il ruolo di sottordine che veniva ad assumere nei confronti
delle discipline umanistiche. Nella vita dell'Associazione non
mancarono anche polemiche interne relative a diversi punti di
vista su particolari aspetti didattici. Tra queste ricordiamo,
ad esempio, quella del cosiddetto " fusionismo " e cioè dell'opportunità
di insegnare simultaneamente geometria piana e solida. La polemica
si concluse con una richiesta referendaria rivolta ai professori
interessati (è questa una caratteristica della Mathesis che
sarà conservata sempre) e il risultato mostrò un grande equilibrio.
Fra i molti periodi di fulgore possiamo ricordare quello che
la Mathesis attraversò durante la presidenza di Federico Enriques,
soprattutto per il livello di assoluto valore raggiunto dal
Periodico di Matematiche, ritornato con lui organo della Società.
Il Periodico dopo vari vicende, è ancora oggi organo della Mathesis,
ma ha assunto un carattere prevalentemente didattico, più aderente
al compito statutario della Associazione.
L'associazione Mathesis, per concludere, conserva intatto il
suo compito nonostante la sua veneranda età (un record nei confronti
di tutte le altre associazioni scientifiche nazionali ed internazionali)
che contribuisce a sviluppare un riconoscimento positivo non
di maniera per la nostra disciplina che è una dei più significativi
aspetti dell'ingegno e della creatività dell'uomo.
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