L’Invalsi sceglie l’antro della Sibilla e nega ai docenti il diritto di conoscere le prove.

I docenti partecipanti alle scuole estive non hanno potuto confrontarsi sul test Invalsi.

L’Invalsi ha comunicato, infatti, che “a maggio sono state somministrate quattordici prove diverse, tratte da una banca di domande, che condividono lo stesso livello di difficoltà e le stesse caratteristiche. Dopo la pubblicazione dei livelli descrittivi di risultato saranno rese pubbliche delle domande esemplificative, tratte dalla predetta banca di domande. La pubblicazione delle domande esemplificative avverrà entro ottobre 2018″

In definitiva, la scelta dell’Invalsi è di continuare a paralizzare le scuole per più giorni in ciascuno dei quali somministrare un test ottenuto assemblando variamente domande tratte dalla sua banca di item segreti, dei quali concederà solo alcuni esempi. E’ una pesante negazione della sua reale funzione, ma non sembra volersene accorgere: persegue altri interessi!

Alla comunicazione Invalsi ha comunque così risposto il presidente della Mathesis in una lettera diretta alla presidente Annamaria Ajello e al Direttore Generale Paolo Mazzoli :

«Celare le prove in nome del segreto bancario e svelarne gli arcani dopo le vacanze estive, ad ottobre, mi pare un’iniziativa davvero encomiabile, destinata ad alimentare l’ansiosa curiosità di docenti, studenti, genitori e soprattutto di esperti delle discipline d’insegnamento! Mantenere nel segreto, avvolgere nel mistero, dissimulare in forma di enigma il rapporto fra Indicazioni Nazionali e prove o domande che dir si voglia: questo è  il giusto metodo per movimentare  la vita della nostra scuola, altrimenti monotona, col  fascino dell’imprevisto. È bello sapere che non si sa di chi, oltre che dell’Invalsi, sia il parere secondo cui le prove o domande condividerebbero “le stesse caratteristiche”  e “lo stesso livello di difficoltà”: così nessun competente delle discipline d’insegnamento potrà esprimersi circa  la pretesa di insindacabilità. Perché compattare quel sistema culturale che è il sistema scolastico? Disunire la scuola  e la cultura: questa la funzione che l’Invalsi sembra voler svolgere ora più che mai. E che succederà il prossimo anno con le somministrazioni che inevitabilmente finiranno per toccare gli Esami di Stato?

Fin qui ho cercato di interpretare, edulcorandolo in forma  ironica, lo sconcerto che chi vive nel mondo della scuola sente montare sempre più fra i docenti, preoccupati e indignati per questa unilaterale esaltazione di indeterminate competenze e conoscenze. Ritengo infatti doveroso da parte mia offrire la presente  forma di collaborazione a codesto Istituto, che certamente vorrà dare ascolto quanto prima alle istanze raccolte in qualità di Presidente della Mathesis – Società italiana di scienze matematiche e fisiche fondata nel 1895, portatrice sia  di uno storico patrimonio di esperienze che di una sempre aggiornata attenzione agli eventi odierni in prospettiva futura. Ed è in tale prospettiva che  mi è dato auspicare una sempre maggiore apertura delle loro gentili persone alle esigenze dei docenti verificabili sul campo con la conseguente trasparenza delle procedure: è da ritenere che solo in tal modo l’Invalsi possa  sottrarsi all’insofferenza, al fastidio, all’avversione a cui purtroppo il rintanarsi nell’antro della Sibilla lo espone».

 

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